Diabolik (film di Mario Bava del 1968)

DIABOLIK è un film diretto da Mario Bava con protagonisti John Phillip Law, Marisa Mell, Michel Piccoli ed Adolfo Celi. È la prima trasposizione cinematografica del celebre fumetto, cui ne seguirà una seconda nel 2021 a firma dei Manetti Bros. Sull’onda del successo del personaggio creato dalle sorelle Angela e Luciana Giussani nel 1962, Dino De Laurentiis acquistò per primo i diritti per uso cinematografico e si affidò all’allora mago dell’horror-pop Mario Bava.

In un paese immaginario, che però assomiglia molto alla Francia, Diabolik è un vero genio del crimine capace di farsi continuamente beffa della polizia, ed in particolare del suo acerrimo nemico Ispettore Ginko. Prima ruba 10 milioni di dollari utilizzando dei fumogeni come diversivo, poi progetta per il compleanno della sua fida compagna Eva Kant il furto di una collana di smeraldi della ricca Lady Clark, riuscendovi. Intanto il ministro degli interni decide in via eccezionale di ripristinare la pena di morte sia per Diabolik che per tutti i criminali che minacciano la vita pubblica. Così il losco gangster Valmont, per scampare all’arresto ed alla pena capitale, propone un accordo alla polizia consistente nel consegnare loro Diabolik. Riesce a rapire Eva ed attirare Diabolik con la scusa del riscatto ma è solo una trappola perché, dopo un pirotecnico combattimento in aereo, entrambi atterrano col paracadute su una capanna dove Eva è effettivamente prigioniera ma anche la polizia è stata attirata. Eva fugge e Diabolik ingerisce un farmaco che dà la morte apparente e così si fa trovare come deceduto. Quando ormai sembra tutto finito, proprio mentre è in corso l’autopsia, Diabolik rinviene e con la complicità di Eva fugge via.

Il governo tenta quindi l’ultima carta: prosciugando le riserve aurifere, confeziona un mega lingotto d’oro di 20 tonnellate che viene trasportato su un treno. Dopo uno spettacolare deragliamento, il carico d’oro finisce in mare e Diabolik con l’uso di un sottomarino lo riporta nel suo rifugio, dove ha intenzione di fonderlo per ricavarne svariati lingotti. Questa volta però Ginko ha agito d’astuzia: ha fatto mettere nell’oro del materiale radioattivo capace di guidare la polizia sul luogo dove si trovano i due criminali, ed effettivamente fanno irruzione nella caverna-rifugio. Qui, mentre è in corso una colluttazione tra i due antagonisti, il forno dove sta fondendo l’oro esplode investendo Diabolik di oro fuso e riducendolo ad una statua da dove appena si scorge il viso immobile. Eva, credendolo morto, va per l’ultima volta a rendergli omaggio con l’assenso di Ginko, ma – sopresa – Diabolik fa l’occhiolino ad Eva facendole capire di essere ancora vivo.

Il finale venne immaginato così perché doveva essere l’aggancio per un eventuale sequel ma, visto lo scarso riscontro al botteghino, il progetto venne abbandonato anche per il diniego di Bava il quale non si mostrò del tutto soddisfatto della regia, che venne tarpata di diverse scene violente con le quali il regista voleva essere più aderente al fumetto. Quasi tutti i protagonisti di questo film non sono stati gli stessi con cui il progetto era iniziato: c’è infatti una settimana di riprese totalmente inedita dove il regista era Tonino Cervi, Diabolik era interpretato da Jean Sorel ed Eva da Catherine Deneuve. Insoddisfatti del risultato, tutti vennero avvicendati con i protagonisti attuali anche se, mentre John Phillip Law con il suo sguardo magnetico ed il suo fisico perfetto è assolutamente aderente al profilo di Diabolik, Marisa Mell pur bellissima e biondissima come Eva è assolutamente un altro personaggio rispetto alla complice del fumetto originale, forse più simile ad una femme fatale che ad una ladra. Il film in effetti prende le mosse dal fumetto ma poi porta l’atmosfera verso lidi completamente diversi, esplorando anche la sensualità dei due personaggi che nell’originale è contenuta per ovvie ragioni. Invece sempre perfetto Michel Piccoli nei panni di Ginko, pur se invecchiato rispetto all’originale, stesso discorso per Adolfo Celi nel ruolo di Valmont, personaggio questo totalmente inedito. Ad ogni modo le sorelle Giussani vennero coinvolte nella scelta dei caratteri e comunque diedero il loro assenso soddisfatte. Il film, come detto, a fronte di un costo di produzione di 200 milioni di lire ne incassò altrettanti, riuscendo quindi solo a pareggiare le spese e non avendo quindi il seguito di pubblico che ci si aspettava, pur se rivalutato nel corso degli anni come film cult, specie perché considerato uno dei massimi esempi Pop-Art applicata al cinema.

Nel 2004 Lamberto Bava, figlio di Mario ed anche lui apprezzato regista, diresse il videoclip della canzone Amore impossibile dei Tiromancino omaggiando il padre con una sorta di remake-parodia, questa volta affidando il ruolo di Diabolik a Daniel McVicar e quello di Eva a Claudia Gerini. Ricompare però in un frammento anche lo storico protagonista John Phillip Law nei panni di una guardia narcotizzata dai due.

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