Mr. Bad Guy (album di Freddie Mercury del 1985)

In occasione del 75° anniversario della nascita del celebre frontman, ripercorriamo quella che è stata la sua prima avventura solista, rappresentata dall’album intitolato MR. BAD GUY.

Da tempo la stampa ed il gossip invocavano un album solista di Mercury, cavalcando così l’onda mediatica che ipotizzava che ci fosse aria di crisi e di separazione all’interno dei Queen. A dire il vero lo stesso Mercury non si era mai dimostrato particolarmente interessato ad una pubblicazione solista, dato che la sua band originale gli donava già da tempo l’aura di stella di prima grandezza. Tuttavia le sessions avviate già nel 1983 per la pubblicazione di THE WORKS, undicesimo album dei Queen, si rivelarono talmente prolifiche da rendere inutilizzabile una mole ingente di brani scritti ma ritenuti non idonei per comparire nella scaletta finale. Fu così che il cantante si decise a riappropriarsi di parte di questi brani per compiacere i fan con un disco da solista, registrato in tutta fretta a Monaco di Baviera in una delle rare pause dall’attività dei Queen.

A parte la solita magnifica voce del proprio autore, MR. BAD GUY non può essere di certo considerato un capolavoro. Musicalmente abbastanza povero, nonostante l’ingente impiego di turnisti di tutto rispetto, si limitò a cavalcare in parte quell’onda pop-disco che era stata inaugurata dai Queen con HOT SPACE qualche anno prima. Ne sono prova brani come l’apripista Let’s turn it on, Your kind of lover e Man made Paradise. Ci sono poi brani che verranno riscoperti col senno di poi: Made in Heaven, riaffidata un decennio dopo alle cure del quartetto originale, sarà il fiore all’occhiello dell’omonimo album postumo. Stessa sorte per Living on my own, già pubblicata in quello stesso anno come singolo con scarsissimo riscontro, ma che diventerà un successo planetario nel 1993 con il celebre remix che la farà divenire un monolita dei club e delle discoteche del tempo. Infine, There must be more to life than this diventerà celebre in seguito perché il primo provino vocale era stato registrato nientemeno che con Michael Jackson in un brano dalle forti tinte umanitarie, come era da tempo nelle corde del celebre artista losangelino. Evidentemente il risultato finale non fu all’epoca ritenuto all’altezza ed il brano venne pubblicato con la sola voce di Freddie Mercury. La registrazione originale a due voci verrà pubblicata solo nel 2014 all’interno della raccolta QUEEN FOREVER.

Due brani si segnalano per un taglio un po’ più intimista e personale: Mr. Bad Guy, con un arrangiamento inusuale tra orchestrazione e pop, è una sorta di ironico autoritratto quasi volutamente indirizzato ad un certo tipo di stampa troppo morbosa verso la sua vita privata. My Love is dangerous, unico con una veste un po’ più rock, rivede la stessa cosa dalla prospettiva di una ipotetica relazione amorosa con un personaggio autodefinito “pericoloso”.

Nonostante la quasi inesistente promozione del disco, vennero pubblicati 4 singoli: il primo (e quello di maggior successo) fu I was born to love you, che scalò anche le classifiche italiane, la ballata che conclude il disco Love Me Like There’s No Tomorrow e le già citate Made in Heaven e Living on my own. Di quest’ultima canzone rimase celebre il relativo videoclip girato in parte durante la sfarzosa festa del 39° compleanno di Freddie Mercury in un famoso club di Monaco.

A parte i videoclip, Mercury non portò avanti nessuna iniziativa degna di nota per pubblicizzare il disco, che in Inghilterra raggiunse la sesta posizione massima: risultato lusinghiero ma non eccezionale per le aspettative inziali. La CBS, casa discografica che produsse il disco, si divertì ad alimentare una sorta di dualismo Mercury-Queen andando spesso a piazzare i singoli nelle stesse date in cui giravano anche le hit di THE WORKS, tanto che spesso il cantante si ritrovò in classifica contro la sua stessa band.

Curiosità finale, nell’ormai famoso biopic BOHEMIAN RHAPSODY questo disco viene, in maniera fortemente romanzata per esigenze cinematografiche, individuato come causa di momentanea rottura all’interno dei Queen perché la citata CBS avrebbe strappato un’esclusiva da 4 milioni di dollari per due album solisti, causando le ire degli altri 3 compagni. Ovviamente nulla di tutto ciò: l’iniziativa fu abbondantemente concordata all’interno della band, prova ne é che poco prima anche Roger Taylor aveva pubblicato un suo album intitolato STRANGE FRONTIER riappropriandosi a sua volta di parte delle canzoni non ritenute idonee per THE WORKS.

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